La sfera della comunicazione scientifica vanta una vasta gamma di riviste afferenti allo studio delle civiltà italiche. Dopo “Studi Etruschi”, che sancisce sul piano editoriale con la sua apparizione nel 1927 la nascita della moderna disciplina etruscologica, si sono stratificate esperienze editoriali molteplici, con un particolare intensificarsi delle nuove iniziative a partire dalla fine degli anni ’60, quando l’ondata di trasformazione culturale e sociale investe anche gli studi storico-archeologici, con particolare riferimento alla riflessione sul metodo.
Olla in impasto in corso di scavo |
Numerose sono le riviste nate in seno ai dipartimenti universitari, spesso espressione delle relative scuole; accanto a queste,
si segnalano, invece, serie in cui più salda è l’adesione ad uno specifico territorio.
Al di là dei tratti peculiari, un elemento ricorrente è lo spettro d’indagine ampio sia sul piano cronologico che su quello
strutturale, così da far convivere nel medesimo volume contribuiti spesso distanti tra loro. Tale eterogeneità, se a livello
concettuale testimonia apertura di orizzonti e vocazione all’interdisciplinarietà doverosa nella ricerca, nella fruizione può
costituire un diversivo sia per lo studioso, sovente rivolto ad interessi settoriali, che un fattore di disorientamento per il
semplice lettore.
Bisogna, infine, rilevare che in molti casi il progredire delle tecnologie di elaborazione e diffusione dei dati non ha trovato
adeguata corrispondenza nei tempi di pubblicazione, paradosso tanto più grave se rapportato alla natura stessa della documentazione
archeologica, la cui parzialità trova conforto, o almeno dovrebbe trovarne, solo nella progressiva integrazione e nel continuo
aggiornamento.
Da un’ampia analisi, dunque, dell’insieme delle riviste e dei periodici dedicati specificamente a temi etruscologici e legati
al mondo preromano attualmente diffusi in Italia sono emerse la necessità e l’opportunità di proporre l’edizione di una nuova rivista.
Tale iniziativa scientifica, di stampo innovativo, verrebbe così a colmare alcune carenze legate all’editoria di settore, mancanze che
relegano, come accennato, la fruizione e l’accesso ai temi scientifici ad un ristretto numero di studiosi.
La novità editoriale è rappresentata da:
• la rapidità dei tempi di edizione, che permetta il dibattito scientifico su temi effettivamente attuali ancora al momento dell’edizione;
• la possibilità di partecipare con contributi validi anche per giovani studiosi alla stesura della rivista;
• la possibile diffusione internazionale;
• la costituzione di un sito internet che agevoli la redazione, ma soprattutto la fruizione;
Tali sono solo alcuni dei possibili punti di forza della rivista qui proposta che, concepita come un’officina di elaborazioni di dati e studi recenti etruscologici, si chiamerà “Officina Etruscologia”, la cui formula abbreviata OE ricalcherebbe la stessa di Officina Edizioni.
Cerveteri, Necropoli della Banditaccia |
I CONTENUTI
La rivista si propone come agevole mezzo di comunicazione per ricerche e studi di etruscologia, con aperture all’archeologia italica; conseguentemente i termini cronologici appaiono compresi tra le fasi avanzate della protostoria e la romanizzazione. Interesse primario è sancire la centralità della dei dati e dei contesti, siano essi frutto di ricognizioni nel patrimonio museale o preferibilmente esito di nuove ricerche sul campo. Pur riconoscendo l’apporto fondamentale arrecato alla disciplina dalla riflessione metodologica, riteniamo infatti necessario fornire uno spazio di condivisione di nuovi dati. Nello specifico si propone una rivista con cadenza semestrale, composta da un numero che costituisca l’edizione di un dottorato o uno studio meritevole e da un volume, anch’esso di taglio monografico, che riunisca però i contributi di diversi autori. L’accezione con cui si intende qui il termine “monografico”, è quella di ampi argomenti in grado di riunire il lavoro di diversi studiosi del settore. I temi monografici affrontano sia tematiche trasversali, attinenti a dinamiche di produzione, diffusione, a specifiche classi di materiali o comparti dell’arte/artigianato antico, che aspetti più propriamente topografici. La cadenza semestrale della rivista è finalizzata a garantire la rapidità di edizione, con il duplice risultato di assicurare la necessaria condivisione dei dati che di incentivare la partecipazione degli studiosi tramite i tempi di attesa ridotti. La scelta di ipotizzare una rivista di stampo monografico, oltre che scaturita da una scelta di coerenza interna della pubblicazione, potrebbe permettere la costituzione di un prodotto maggiormente vendibile anche al di fuori dei circuiti scientifici del settore. Il numero zero, la cui edizione potrebbe ragionevolmente ipotizzarsi a maggio 2009, sarà dedicato alle “Officine”, al modo di produzione e dunque alle attività produttive nell’Etruria. Tale scelta legherebbe secondo un taglio “programmatico” la casa editrice con la rivista stessa.
GLI INTERPRETI
“Officina Etruscologia” vuole dare voce ai giovani studiosi che operano attivamente in seno alle università, nella tutela del territorio, nelle realtà locali. Unici requisiti imprescindibili per la partecipazione sono costituiti dall’ottimo livello scientifico dei contributi e dalla loro pertinenza alle linee guida indicate; riteniamo in questo di poter incentivare il convergere di esperienze diversificate arricchite, ma non vincolate, dai diversi percorsi formativi. Tale pluralità trova inoltre manifestazione nel Comitato Scientifico (garante della qualità e operativo nella selezione dei contributi), che se ristretto nel numero dei membri è invece di ampio respiro per quanto concerne le istituzioni rappresentate, volendo inoltre perseguire una accentuata vocazione internazionale della rivista. Il comitato scientifico sarà composto da personalità di alto livello afferenti a sfere e a campi di indagine diversificati degli studi etruscologici: al momento hanno manifestato la volontà di farne parte G. Bartoloni, F. Boitani, L. Bonfante, F. Cordano, D. Briquel, M. Gras, N. Kouru, D. Marzoli, A. Rathje e N. Spivey. Il comitato di redazione sarà invece composto da giovani studiosi prevalentemente provenienti dal mondo universitario, con il proposito di favorire l’incontro tra allievi di differenti scuole testimoniando al contempo la pluralità di dibattiti attualmente accesi in Italia.
I LETTORI
Visita alla Necropoli della Banditaccia di Cerveteri |
I lettori della rivista sono costituiti dagli studiosi che operano nelle Università, negli Enti di Ricerca, nelle Soprintendenze alle cui biblioteche è rivolta innanzitutto la distribuzione, Enti Regionali, Provincie e Comuni. I costi contenuti possono altresì garantire l’acquisto dei singoli volumi o anche forme di abbonamento (da preferirsi ) anche ai singoli fruitori. Alla luce di tutto questo il tentativo editoriale dovrebbe essere quello di pubblicare un prodotto che costi relativamente poco all’acquisto (18-25 €). È stato ipotizzato un formato cartaceo 17x24 con eventuale sedicesimo a colori. Gli articoli dovranno essere prevalentemente redatti in italiano con abstracts in inglese. La diffusione della rivista dovrà avere portata internazionale. Questa sarà garantita oltre che dagli accordi programmatici con Università, Accademie straniere e Istituti di Cultura Italiana all’estero - che l’esperienza maturata da altre riviste mostra non essere un elemento sufficiente - dalla costante presenza di abstracts in inglese per ogni contributo. La scelta, inoltre, di costituire un comitato scientifico per la gran parte composto da studiosi di altre nazionalità sarà un veicolo importante non solo per la fruizione dei volumi, ma per la diffusione stessa anche al di fuori dei circuiti istituzionali.
NUOVE PROSPETTIVE
La costituzione di una rivista archeologica, di stampo prettamente etruscologico, nell’ambito delle collane di Officina Edizioni costituirebbe la possibilità di ampliare i settori scientifici di studio specifici di Officina, non contaminando la matrice legata all’urbanistica e all’architettura della casa editrice, ma raccogliendo tale tradizione e costituendo, inoltre, un luogo privilegiato di incontro tra architetti ed archeologi, incontro non sempre facile e, soprattutto, che non ha mai visto un terreno comune di confronto. Uno dei primi numeri monografici sarà infatti dedicato all’architettura etrusca e potrebbe essere un primo esempio di collaborazione scientifica nell’analisi delle evidenze antiche.
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English version |
Il comitato di redazione














